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L’individualismo secondo Roberta Diazzi

I ritratti dell’artista modenese svelano l’io più profondo dei soggetti, senza compromessi

In un mondo in cui l’individualismo vince sul collettivismo, ma in cui il vero io di ognuno di noi viene spesso filtrato da uno schermo che nasconde la nostra essenza e regala agli altri un’immagine distorta, il concetto di identità perde il suo significato più autentico. L’artista modenese Roberta Diazzi, con le sue opere vuole riscattare questo concetto e riportare l’attenzione sull’io più puro e onesto.

In questa nuova fase della sua carriera artistica, Roberta decide quindi di concentrarsi sul ritratto. Il volto, anima fisica del soggetto, viene sovrastato da un’impronta digitale, il segno di riconoscimento più veritiero: diversa per ogni singolo essere umano e immutabile da quando nasciamo.

Roberta unisce la sua continua ricerca concettuale a quella artistica, con l’impiego di materiali che facilitano il passaggio del significato dell’opera dagli occhi al cuore dello spettatore. Le opere recuperano il codice genetico delle persone ritratte attraverso giochi di pieni e di vuoti; l’uso del plexiglass crea una tridimensionalità che permette un’esperienza artistica totalizzante; i cristalli Swarovski moltiplicano gli effetti di luce e ombra modificando la visione e donando ai soggetti ritratti una vibrazione vitale.